{"id":196,"date":"2022-08-29T02:42:51","date_gmt":"2022-08-29T00:42:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/?page_id=196"},"modified":"2023-11-15T11:39:29","modified_gmt":"2023-11-15T10:39:29","slug":"cooperazione-culturale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/it\/italia-e-giappone\/cooperazione-culturale\/","title":{"rendered":"Diplomazia culturale"},"content":{"rendered":"<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 un attore mondiale di primaria importanza nel settore culturale e la diplomazia culturale italiana fiancheggia da sempre la diplomazia in senso stretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le relazioni culturali tra Italia e Giappone si fondano su basi solide, rafforzate e ampliate nel corso degli anni anche grazie all&#8217;azione di promozione e valorizzazione dell\u2019immenso patrimonio culturale italiano condotta dall&#8217;Ambasciata e dagli <a href=\"http:\/\/www.iictokyo.esteri.it\/\">Istituti Italiani di Cultura di Tokyo<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.iicosaka.esteri.it\/\">Osaka<\/a> che realizzano ogni anno decine di iniziative ed eventi per offrire la cultura italiana al pubblico giapponese. Questa ricca offerta culturale ha mantenuto, nel corso degli anni, livelli qualitativi particolarmente elevati ed ha alimentato il grande l\u2019interesse e la passione dei giapponesi verso la nostra cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apprezzamento dei giapponesi per l&#8217;arte, la letteratura, il cinema, il design, l\u2019eleganza e la praticit\u00e0 degli oggetti di uso quotidiano (abiti, suppellettili, automobili, ecc.) e la cucina del nostro Paese, trova una premessa nella favorevole percezione del contributo artistico italiano nelle arti figurative fin dai secoli XVI e XVII che videro la tentata evangelizzazione dell\u2019arcipelago. L\u2019influenza in campo artistico dell\u2019Italia fu confermta direttamente dalle ambascerie nipponiche svolte in Italia in quel periodo (Ito Mancio e Hasekura Tsunenaga).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ulteriore positiva percezione in Giappone della cultura italiana \u00e8 anche dovuta all\u2019attivit\u00e0 svolta in epoca Meiji da personalit\u00e0 quali l\u2019incisore ligure Edoardo Chiossone e lo scultore siciliano Vincenzo Ragusa. Giunti in Giappone sul finire del XIX secolo, su invito del governo giapponese nel quadro della sua politica di accelerata modernizzazione e di assimilazione di modelli occidentali, i due artisti ebbero una grande influenza e contribuirono a formare una intera generazione di talenti e designer giapponesi dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opere letterarie e teatrali di autori quali Luigi Pirandello e Gabriele d\u2019Annunzio vennero tradotte, apprezzate e rappresentate in Giappone nei primi due decenni del XX secolo. Nel dopoguerra i film neorealisti italiani riempivano le sale cinematografiche nipponiche, ispirando molti giovani cineasti giapponesi di talento, alcuni dei quali (segnatamente i registi Kaneto Shindo e Yasuz\u014d Masumura) furono allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. L\u2019interesse dei giapponesi per il cinema italiano si \u00e8 consolidato negli anni anche per le produzioni pi\u00f9 recenti, che sono state presentate al pubblico nipponico ogni anno al Festival del Cinema Italiano. In campo musicale, e particolarmente in ambito operistico, le opere italiane sono regolarmente eseguite e rappresentate, e periodicamente godono di enorme popolarit\u00e0 le esibizioni in Giappone di compagnie ed orchestre dei teatri d\u2019opera italiani. Tra gli altri, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Petruzzelli di Bari e il Teatro dell\u2019Opera di Roma hanno riscosso enorme successo durante le loro numerose tourn\u00e9es in diverse citt\u00e0 del Paese. Numerose le collaborazioni tra enti nipponici e italiani per la diffusione dell\u2019Opera lirica. Ad esempio la Sawakami Opera Foundation ha da lungo tempo in essere una cooperazione con l\u2019Orchestra Filarmonica di Bologna, mentre la Riccardo Muti Italian Opera Academy, sotto l\u2019egida del Maestro Riccardo Muti (insignito del prestigioso Praemium Imperiale nel 2018), svolge una intensa attivit\u00e0 in Giappone da diversi anni con concorsi e premi per giovani direttori d\u2019orchestra giapponesi. La musica leggera italiana gode di una certa popolarit\u00e0 in Giappone nelle interpretazioni del repertorio pi\u00f9 tradizionale della canzone italiana e partenopea in particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parimenti, molto popolari sono le esposizioni in Giappone di opere d\u2019arte italiane. Nell\u2019ambito delle celebrazioni per il 150\u00b0 anniversario dell\u2019apertura delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, ha avuto luogo dal 16 gennaio al 3 aprile 2016 la mostra \u201cBotticelli e il suo tempo\u201d, ospitata dal Museo metropolitano di Tokyo, con opere in prestito dai maggiori musei italiani. Presso lo Edo Tokyo Museum sono state esposte dal 16 gennaio al 10 aprile 2016 \u2013 nell\u2019ambito di una esposizione monografica intitolata \u201cLeonardo da Vinci, Beyond the visible\u201d \u2013 ben 43 opere di Leonardo da Vinci tra cui \u201cCodice sul volo degli uccelli\u201d e la \u201cMadonna dell\u2019aspo Buccleuch\u201d. Sempre nel corso della medesima ricorrenza, tra il 2016 e il 2017, ha avuto luogo l\u2019esposizione di 11 dipinti del Caravaggio presso il Museo Nazionale d\u2019Arte Occidentale di Tokyo. Inoltre, un\u2019esposizione di 50 opere d\u2019arte provenienti dalle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia, illustranti una prospettiva panoramica sul periodo storico compreso tra il 1450 e il 1630, si \u00e8 tenuta presso il National Art Center di Tokyo e presso il National Museum of Art di Osaka. Il mese di giugno 2018 ha visto un ulteriore apprezzamento della cultura italiana e del suo patrimonio storico-culturale con un\u2019esposizione dedicata a Michelangelo (\u201cMichelangelo and the Ideal Body\u201d), che ha presentato oltre 70 opere dell\u2019artista provenienti da musei italiani ed europei, alcune delle quali per la prima volta esposte in Asia e addirittura in assoluto al pubblico. Da ottobre 2018 a gennaio 2019, il Museo dell\u2019Arte Occidentale di Ueno ha ospitato un\u2019imponente mostra su Rubens e i suoi anni di formazione in Italia, con numerose opere prestate da musei ed enti italiani. Tale esposizione, che ha avuto oltre 300mila presenze, \u00e8 stata visitata privatamente anche dalla coppia imperiale. Da ultimo, nel 2022 il Tokyo National Museum e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli hanno organizzato, in collaborazione con Asahi Shimbun e NHK,\u00a0 la mostra \u201cPompeii\u201d in esposizione a Tokyo, Kyoto Miyagi e Fukuoka. I numerosissimi visitatori hanno pututo ammirare tesori unici della collezione del Museo Archeologico di Napoli quali la Casa del Fauno, il Citarista e il Poeta Tragico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019architettura contemporanea italiana fece il suo dirompente ingresso in Giappone con il padiglione dell\u2019Italia all\u2019Esposizione Universale del 1970, tenutasi ad Osaka. Le ardite strutture realizzate prevalentemente in vetro ed acciaio, disegnate dallo Studio di Cesare Valle, destarono l\u2019ammirazione dei giapponesi e dei visitatori stranieri, al punto che il nostro padiglione fu uno dei pi\u00f9 popolari durante la manifestazione. Successivamente numerosi studenti giapponesi di architettura vennero a specializzarsi in Italia, ed alcuni dei nostri pi\u00f9 quotati architetti ricevettero importanti ordini e riconoscimenti da committenti giapponesi. Forse l\u2019opera pi\u00f9 nota dell\u2019architettura italiana in Giappone \u00e8 il terminal dell\u2019Aeroporto Internazionale del Kansai, inaugurato nel 1994 e firmato da Renzo Piano, a cui si deve anche il design della \u201cMaison Herm\u00e8s\u201d di Tokyo, sede giapponese della omonima societ\u00e0 francese aperta nel 2001. Alla penna dell\u2019architetto Mario Bellini si devono altre opere di rilievo tra cui il \u201cTokyo Design Center\u201d, lo \u201cYokohama Business Park\u201d, la sede centrale della ditta giapponese di cosmetici \u201cArshoa\u201d a Yamanashi, ed il complesso turistico-ricreativo multifunzionale \u201cRisonare-Vivre Club\u201d a Kobuchizawa. A Massimiliano Fuksas e a sua sorella Doriana si deve la \u201cArmani Ginza Tower\u201d di Tokyo, sede giapponese della nota casa di mode. La sede dell\u2019Istituto Italiano di Cultura a Tokyo porta la firma di Gae Aulenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia \u00e8 un attore mondiale di primaria importanza nel settore culturale e la diplomazia culturale italiana fiancheggia da sempre la diplomazia in senso stretto. 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