{"id":44,"date":"2022-08-02T09:16:44","date_gmt":"2022-08-02T07:16:44","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/?page_id=44"},"modified":"2023-05-04T03:58:05","modified_gmt":"2023-05-04T01:58:05","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Residenza<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/residenza_lato_sud_2.jpg\" alt=\"residenza lato sud 2\" width=\"400\" height=\"236\" \/><\/p>\n<p>Nella grande variet\u00e0 dell\u2019edilizia di Tokyo la Residenza dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Giappone rappresenta uno dei pi\u00f9 pregevoli esempi di architettura moderna combinando apporti stilistici italiani con elementi e soluzioni tecniche giapponesi.<\/p>\n<p>Il progetto venne abbozzato nel 1959 dall\u2019Architetto Pierfrancesco Borghese che lo svilupp\u00f2 successivamente insieme all\u2019Architetto giapponese Masachika Murata. Il progetto definitivo elaborato dai due architetti venne approvato nel 1963. I lavori iniziarono nel 1964 e furono portati a termine nell\u2019aprile del 1965.<\/p>\n<p>La costruzione consta di un edificio principale a forma di \u201cL\u201d che si allunga per 50 metri su un asse est-ovest e si allarga a sud per creare un unico spazio tra gli interni e il laghetto antistante. Due piccoli edifici minori annessi alle due estremit\u00e0 dell\u2019edificio ospitano i servizi a est e lo studio dell\u2019Ambasciatore a ovest. Quest\u2019ultimo appare come un padiglione indipendente, collegato all\u2019edificio principale da un passaggio coperto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nei primi schizzi di Borghese si possono notare caratteristiche architettoniche prettamente giapponesi come quella del tetto a diverse sezioni (irimoya-zukuri) e quella dei grandi scorrevoli nel terrazzo del primo piano che circonda la struttura. Ma quella pi\u00f9 evidente di tutte \u00e8 la gronda profondamente aggettante sul terrazzo al piano terra che segna la struttura con un\u2019impronta marcata di luce e ombra. Nel complesso, la facciata sud con la doppia grondatura e il tetto a doppia sezione esprime un modernismo geometrico di grande bellezza nella sua semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Nei dettagli dei pavimenti e soffitti si pu\u00f2 osservare il gusto di Borghese per il design moderno italiano e l\u2019influenza su di lui esercitata da Frank Lloyd Wright, il celebre architetto americano.<\/p>\n<p>Gli arredi della Residenza sono stati curati dall\u2019Architetto Chiara Briganti sulla base di un progetto di gusto e tradizione assolutamente italiani, ma il pi\u00f9 consono possibile alla cultura giapponese. Un abbinamento inedito che ha accostato mobili e oggetti di altra epoca, preferibilmente toscani, quindi semplici, massicci di grande purezza di disegno, con opere d\u2019arte e di grafica contemporanei che assicurano un\u2019integrazione temporale con l\u2019edificio. Chiara Briganti scelse gli artisti che in quel periodo rappresentavano nel mondo l\u2019eccellenza dell\u2019arte astratta informale italiana: Fontana, Castellani, Burri, Dorazio, Turcato, i fratelli Pomodoro, Perilli, Novelli, Scialoja, Maselli e altri. Molti di loro eseguirono opere uniche come la grande parete di bronzo di Arnaldo Pomodoro o la tela di Giulio Turcato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il giardino<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/giardino_in_autunno.jpg\" alt=\"giardino in autunno\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Il giardino dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia, disegnato a quanto pare dall\u2019abate buddista Osho Takuan, \u00e8 uno dei pi\u00f9 nobili ed antichi giardini di Tokyo gi\u00e0 esistente certamente nel secolo XVII, all\u2019inizio dell\u2019epoca Tokugawa (1603-1867) quando il centro del governo effettivo del Paese venne spostato da Kyoto ad Edo (l\u2019attuale Tokyo), che cominci\u00f2 a svilupparsi rapidamente. Una pianta topografica del 1689 individua chiaramente la propriet\u00e0 che allora apparteneva alla famiglia Matsudaira ospitando la loro \u201cresidenza mediana\u201d a Edo, secondo le imposizioni del governo shogunale Tokugawa nei confronti dei vari \u201cdaimy\u014d\u201d (capi dei vari clan feudali). Della sua antichit\u00e0 e magnificenza sono testimonianza gli alberi secolari, fra cui alcuni maestosi gingko, il laghetto contornato da piccole colline, le grandi lanterne in pietra (\u201cishidoro\u201d) dalle forme eleganti e armoniose che adornano i suoi vialetti ombrosi e contornano le radure erbose.<\/p>\n<p>Il giardino, ridisegnato nel dopoguerra dall\u2019atelier Iwaki, tra i pi\u00f9 importanti studi di architettura di giardini secondo lo stile del grande maestro Jihei Ogawa, ha conservato la tipologia di giardino disegnato per essere goduto nelle passeggiate (kaiyu-shiki-teien) dove il visitatore pu\u00f2 seguire un percorso alla scoperta di sempre nuovi scenari, accuratamente composti. In questa logica, su una delle collinette sorge un antico tempietto con il suo \u201ctorii\u201d in pietra che probabilmente risale alle origini del giardino stesso. Le azalee e i ciliegi in primavera, le ortensie in estate e la tavolozza dei colori autunnali creano un\u2019atmosfera sempre cangiante e rinnovata nelle varie stagioni dell\u2019anno. Il giardino, assieme ad alcuni spazi verdi adiacenti, \u00e8 anche un ambiente ideale per ospitare uccelli stanziali e di passo.<\/p>\n<p>Un evento storico di particolare interesse avvenuto nel giardino nel 1703 fu il suicidio rituale di dieci dei 47 Samurai di Ako al servizio di Asano Naganori (1667-1701), la cui storia per vendicare la morte del proprio signore \u00e8 rievocata da uno dei pi\u00f9 noti drammi del teatro \u201ckabuki\u201d, il \u201cCh\u016bshingura\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli Uffici<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ambasciata.jpg\" alt=\"ambasciata\" width=\"400\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p>Gli uffici della Cancelleria dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia sono stati ristrutturati nel 2005 con un progetto dell\u2019Architetto Gae Aulenti che contemporaneamente ha progettato anche l\u2019attuale edificio dell\u2019Istituto Italiano di Cultura a Kudanshita, dietro al Parco Imperiale. La ristrutturazione della Cancelleria \u00e8 stata realizzata secondo i pi\u00f9 elevati standard in materia di sicurezza antisismica e ha previsto l\u2019impiego di tecnologie costruttive e di soluzioni impiantistiche all\u2019avanguardia sotto il profilo dell\u2019efficienza prestazionale e della sostenibilit\u00e0 ambientale. La realizzazione della Cancelleria ha interessato un\u2019area di 19.914 mq.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ambtokyo.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/ambasciata_tokyo_giorgi.pdf\">Leggi il pi\u00f9 recente libro sulla Sede di Tokyo<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Residenza Nella grande variet\u00e0 dell\u2019edilizia di Tokyo la Residenza dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Giappone rappresenta uno dei pi\u00f9 pregevoli esempi di architettura moderna combinando apporti stilistici italiani con elementi e soluzioni tecniche giapponesi. 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