Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Intervento dell’Ambasciatore d’Italia Gianluigi Benedetti in occasione della cena dell’Accademia Italiana della Cucina a Tokyo per celebrare il riconoscimento della Cucina Italiana quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO (Tokyo 22 gennaio 2026)

Cara Emanuela, amici accademici, gentili ospiti con grandissimo piacere e già un poco di nostalgia, mia moglie Sabina ed io vi diamo nuovamente il benvenuto nella splendida Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Tokyo, un luogo unico, ricco di storia e di tesori in cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di vivere negli ultimi quattro anni e mezzo, amandolo profondamente.

Questa serata, in occasione della ricorrente cena dedicata all’Accademia Italiana della Cucina a Tokyo, è un momento davvero speciale, perché ci permette di celebrare insieme un traguardo che ci rende profondamente orgogliosi: il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

È un successo frutto di un grande lavoro di squadra al quale la nostra Ambasciata, insieme a tutti gli enti e le istituzioni del sistema Italia in Giappone, inclusa l’Accademia Italiana della Cucina ha dato un importante contributo. Questo riconoscimento onora ciò che siamo: perché la cucina italiana non è solo cibo, ma cultura, tradizione, lavoro e identità. Non è un caso che tale vittoria sia stata consacrata al Colosseo, cuore pulsante della nostra civiltà.

Questo premio appartiene innanzitutto ai nostri cuochi e ai professionisti del settore, capaci di elevare il patrimonio enogastronomico a forma d’arte e tra poco, l’Accademia premierà alcuni tra i migliori interpreti della nostra tradizione in Giappone, ambasciatori del gusto che onorano l’eccellenza delle nostre materie prime e il rigore delle nostre tecniche.

Ma oltre al valore culturale, la nostra cucina è anche un formidabile volano economico. Il sigillo dell’UNESCO accresce il valore distintivo del Made in Italy, fornendo un impulso decisivo alle nostre esportazioni e al prestigio dell’immagine dell’Italia nel mondo.

In questa prospettiva, vorrei ricordare l’incontro avvenuto pochi giorni fa tra il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il Primo Ministro Takaichi. In tale occasione, è stata ribadita la volontà di potenziare la nostra presenza nel settore agroalimentare nipponico ed è stata annunciata ufficialmente la partecipazione dell’Italia alla GREENxEXPO 2027 di Yokohama. Ed è proprio seguendo questa visione che negli ultimi quattro anni, insieme a ICE, Camera di Commercio e all’Accademia, abbiamo promosso e realizzato numerosissime iniziative promozionali.

In conclusione, desidero esprimere la mia più viva gratitudine a Emanuela Orighi per la passione e la professionalità con cui guida le attività dell’Accademia. Cara Emanuela, cari Accademici, sono certo continuerete a svolgere un ruolo fondamentale qui a Tokyo contribuendo alla costruzione di una relazione sempre più solida e duratura tra Italia e Giappone.

Grazie a tutti, vi auguro una splendida serata e rivolgo il mio più caloroso Omedetō gozaimasu ai premiati.