Vostre Altezze Imperiali, Principe Ereditario e Principessa Ereditaria Akishino, Ministro Matsumoto, Presidente Mori, Direttore Misaka, Autorità, Signore e Signori, è per me un profondo onore intervenire oggi a questa cerimonia per celebrare la formazione della selezione giapponese alla XIV edizione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
Per l’Italia e il Giappone questa cerimonia, come quella celebrata lo scorso 18 gennaio, ha un significato ancor più solenne: cade infatti nel 160° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi, un legame storico che oggi si rinnova sotto il segno del valore sportivo.
A cinquant’anni dalla prima storica edizione del 1976 in Svezia, le Paralimpiadi continuano a rappresentare un linguaggio universale. Esse raccontano l’inclusione e la straordinaria determinazione che ogni atleta incarna, come ricordato dal Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò.
Da allora, questa competizione mondiale ha compiuto passi da gigante: i prossimi Giochi vedranno 6 discipline sportive, 78 “eventi medaglia” e la partecipazione di 665 atleti da 50 nazioni, tra cui spicca l’eccellenza del Giappone.
Recentemente a Milano, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato come “lo sport accolga e produca gioia, passione e speranza”, definendolo una sfida ai propri limiti e una forma di libertà. Questo messaggio vibra con forza oggi, insieme all’auspicio del Presidente affinché la tregua olimpica sia ovunque rispettata e che la “forza disarmata dello sport faccia tacere le armi”.
Rivolgo un pensiero speciale a voi, atleti del Team Japan: la vostra dedizione è fonte di ispirazione per tutti noi. Vi esorto a competere con orgoglio e lealtà, superando ogni limite con quella tenacia che vi contraddistingue. L’Italia è pronta ad accogliervi a braccia aperte. A tutti voi, auguro il più grande successo e una splendida avventura olimpica.
Vostre Altezze Imperiali, sono certo che i Giochi di Milano-Cortina sapranno mostrare al mondo, ancora una volta, la profonda amicizia che unisce l’Italia e il Giappone.”