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Intervento dell’Ambasciatore d’Italia Gianluigi Benedetti in occasione del ricevimento per la Giornata del Design Italiano nel mondo (Tokyo, 27 gennaio 2026)

Gentili ospiti,

insieme a mia moglie Sabina vi dò il benvenuto nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia, per celebrare la Giornata del Design Italiano nel mondo insieme a Walter Mariotti, direttore editoriale della rivista Domus.

Insieme a molti di voi, ieri abbiamo avuto il privilegio di ascoltare la conferenza di Walter, che ci ha guidato nel concetto di “Redesign Rigenerativo” come risposta filosofica ed esistenziale alla crisi della modernità tecnologica.

Attraverso un dialogo tra pensiero occidentale ed estetica giapponese, abbiamo colto un messaggio essenziale: le “fratture” — urbane, materiali, relazionali o intellettuali — non vanno nascoste né rimosse, ma riconosciute, abitate e trasformate in occasione di senso e di bellezza.

Questa Residenza è parte di quel racconto. È più di un luogo di rappresentanza: è uno spazio che, nel tempo, ha accolto incontri istituzionali, momenti di dialogo culturale e occasioni di amicizia tra Italia e Giappone.

Le sue stanze e i suoi oggetti conservano tracce di passaggi, scambi e memorie: una stratificazione silenziosa che ci ricorda come l’abitare non sia solo funzione, ma anche continuità, cura e responsabilità verso ciò che ci è stato affidato.

Come raccontavo ieri, In questi quattro anni, abbiamo cercato di applicare concretamente questa idea anche qui. Abbiamo rigenerato questa casa degli anni Sessanta recuperando le lampade e i tavoli originali; abbiamo replicato i divani dell’epoca grazie all’azienda italiana Unifor; abbiamo risistemato il giardino secondo i criteri tradizionali giapponesi, e molto altro!

Questo immenso lavoro non sarebbe stato possibile senza mia moglie Sabina, che desidero ringraziare di cuore per il sostegno e per il contributo creativo, concreto e quotidiano a questo progetto: un progetto che speriamo possa durare negli anni e continuare ad accogliere, con la stessa sobrietà e calore, la comunità italiana e i nostri amici giapponesi.

Concludo ringraziandovi per la vostra presenza e per il vostro sostegno al design italiano e lascio ora la parola a Walter Mariotti.