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Intervento dell’Ambasciatore d’Italia, Gianluigi Benedetti in occasione della presentazione dei vini Planeta (Tokyo, 27 giugno 2022)

Buonasera a tutti,

desidero, anzitutto, darvi un caloroso benvenuto alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Giappone.

Io e mia moglie Sabina siamo molto lieti di ospitare qui in Residenza un evento organizzato in collaborazione con JET, Japan Europe Trading per festeggiare Planeta, uno dei più importanti produttori vinicoli di quella incredibile isola che è la Sicilia.

Voglio per questo ringraziare il presidente di JET, Thierry Cohen, importatore storico, ma anche produttore di prodotti enogastronomici italiani, che si è sempre distinto per la grande qualità delle sue scelte.

E ringrazio anche il nostro ospite d’onore, Alessio Planeta, che è giunto in rappresentanza della sua azienda, per portare qui da noi un po’ dei profumi della sua terra e a farci conoscere l’impegno della sua famiglia per valorizzare il territorio dove è nato.

Ho avuto modo di conoscere la storia della famiglia Planeta, una storia affascinante che affonda le sue radici nei secoli passati e in diciassette generazioni, da sempre legate a doppio filo all’agricoltura, a partire dal loro primo feudo a Sambuca, nel XVII secolo.

Pochi territori al mondo godono di una varietà di suolo, di terroirs, di vitigni quanto la Sicilia. Ma da questa semplice constatazione a riportare la Sicilia nel posto che le spetta nel mondo della produzione vinicola mondiale sono state necessarie tenacia, sperimentazione, fantasia. I suoli dell’isola vanno dall’argilloso, al calcareo, all’alluvionale, al vulcanico, distribuiti nei 3 terroirs dell’azienda, dove ben 6 varietà di vitigni, il Grecanico, il Fiano, o il Moscato bianco si armonizzano dando vita a grandi vini.

Sono sicuro che l’azienda Planeta abbia trovato nell’azienda di Cohen il partner ideale in grado non solo di seguire con cura i suoi prodotti, ma anche di condividerne i valori: l’importanza di rispettare e rappresentare la varietà dei terroirs, la biodiversità, la sostenibilità ambientale attraverso l’uso di fonti energetiche alternative, il riutilizzo dei materiali nelle linee produttive, tutto quanto sia necessario a preservare quel bene collettivo che è la terra. E non a caso il Giappone è stato il primo paese in cui l’azienda Planeta ha deciso di esportare.

Prima di lasciare la parola a Thierry Cohen, presidente di JET, concludo rivolgendo a tutti voi un sentito ringraziamento per il profondo apprezzamento manifestato nei confronti di questo importante marchio enologico italiano e per l’amore dimostrato nei confronti del nostro Paese.

Quello del vino in Giappone è un mercato vastissimo, che ha visto nel pur difficile anno del 2021, solo per l’Italia, un volume di 30 milioni di litri importati per i vini fermi in bottiglia, pari a un valore di circa 140 milioni di euro, e che la pone al terzo posto tra i paesi importatori.

Riuscire in questo immenso mercato ad avere un occhio attento alle specificità di un produttore che riesce a distinguersi come riesce a fare Planeta è una sfida per tutti noi a non dimenticare che scegliere l’Italia significa scegliere non solo la qualità, ma anche la passione, la ricerca, il rispetto per la diversità.

Auguro, infine, a Planeta e al team di JET un successo sempre maggiore nel corso dei mesi a venire ed a voi tutti una splendida serata di festa.

Arigatou gozaimasu.