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Intervento dell’Ambasciatore d’Italia, Gianluigi Benedetti in occasione della XXXII riunione dell’Italy-Japan Business Group (Venezia, 1 dicembre 2022)

Sono molto lieto ed onorato di poter intervenire oggi in questa bella cornice dell’Università Internazionale di Venezia all’Italy Japan Business Group in qualità di Ambasciatore d’Italia in Giappone e ringrazio molto gli organizzatori e i due Presidenti per avermi gentilmente invitato.

 

Sono particolarmente emozionato, soprattutto perché ricordo ancora vivamente la prima riunione del Gruppo nel 1989 a Tokyo dove ero in servizio da giovane diplomatico e dove è tutto nato grazie alla lungimirante visione dell’Ambasciatore Bartolomeo Attolico, degli allora Ministri per il Commercio internazionale Renato Ruggero e Hajime Tamura e dei due Co-Chair, Umberto Agnelli Vice Presidente della Fiat e Yoshitoki Chino, Chairman della Daiwa Security di creare un foro per favorire un dialogo, all’epoca così difficile, tra imprese di due paesi culturalmente diversi e in competizione in alcuni comparti industriali.

 

Da allora sono passati oltre trenta anni e si può senza dubbio affermare che il Business Group sia stato uno strumento formidabile per rafforzare le relazioni tra Italia e Giappone, non solo nel settore economico. Bastano pochi dati a confermarlo. L’interscambio bilaterale nel 1989 raggiungeva appena i sei miliardi di dollari e oggi è vicina ai 15. Il numero delle aziende italiane stabilmente presenti in Giappone si poteva contare sulle dita di una mano o poco più e oggi abbiamo superato quota 100.

 

È certamente merito dei tanti imprenditori che affollavano le riunioni annuali e gli incontri dei gruppi di lavoro che si riunivano tra una plenaria e l’altra se nel corso dei primi dieci anni siamo riusciti a eliminare tanti ostacoli tariffari e non tariffari al flusso delle merci espandere l’interscambio e a dare vita a numerose Joint Venture.

 

Ed è sempre stato grazie ai contatti tra imprenditori all’interno del Business Group se dal 2000 in avanti tante aziende italiane hanno iniziato a investire direttamente in Giappone e quelle giapponesi in Italia nei settori piu’ importanti per il Made in Italy, moda, meccanica, automotive, ferrovie, aerospazio, agroalimentare, servizi turistici, impiantistica per acciaio e energia verde, farmaceutica.

 

Anche grazie a questo lungo percorso, Italia e Giappone oggi sono legati da un’amicizia forte e da un partenariato strategico. Condividiamo una grande tradizione culturale, abbiamo interessi simili di fronte alle grandi sfide globali, siamo due Paesi con una forte tradizione di eccellenza e dinamismo del settore manifatturiero e industriale con aziende i cui prodotti sono noti e ricercati a livello mondiale per qualità, design, funzionalità e tecnologia che sono anche il frutto dell’eccellenza delle nostre rispettive comunità accademiche e scientifiche.

 

Abbiamo, dunque, tutti i presupposti per immaginare un futuro di lungo periodo in cui il nostro partenariato sia ancora più forte e più ricco di collaborazioni.

 

Dopo un anno della mia missione da Ambasciatore, sono personalmente convinto delle potenzialità di un’ulteriore integrazione delle rispettive realtà industriali, in particolare nel settore della ricerca e sviluppo, anche perché oggi, ancora piu’ di allora, Europa, Italia e Giappone hanno la comune esigenza di continuare ad accrescere le capacità competitive delle proprie imprese e fare leva sulle aziende innovative per trainare la crescita complessiva del sistema produttivo. E nell’attuale instabile scenario geopolitico, questo obiettivo necessita sempre più di integrazione tra economie sviluppate che condividono problemi, opportunità e sfide molto simili.

 

In questa prospettiva di maggiore integrazione economica e industriale tra Italia e Giappone, permettetemi di sottolineare la mia convinzione che ancora una volta, cosi come trenta anni fa, il Business Group Italia-Giappone, possa giocare un ruolo fondamentale a sostegno del ruolo svolto dalle rispettive istituzioni, in particolare da ICE e JETRO, essendo – come lo definiva sempre Umberto Agnelli – un foro permanente di reciproca conoscenza finalizzato a creare reciproca fiducia e facilitare la nascita e lo sviluppo di solidi rapporti economici tra le comunità imprenditoriali dei nostri due Paesi.

 

Si tratta di una convinzione maturata soprattutto dalla consapevolezza che questo ulteriore processo di maturazione dei nostri rapporti bilaterali necessiterà di tempo, di un maggiore coinvolgimento delle PMI e di un costante e continuo rapporto tra i rappresentanti delle nostre imprese, che solamente uno strumento come il Business Group e il suo spirito originario potrà assicurare.

 

Nel breve periodo, abbiamo davanti a noi la Presidenza giapponese del G7 cui farà seguito quella italiana, l’attuazione del PNRR che darà slancio a ricerca e innovazione e poi Expo Osaka 2025 alla quale auspichiamo segua Expo Roma nel 2030. Sono appuntamenti importanti che molto opportunamente potranno essere sfruttati per rilanciare le relazioni industriali tra i nostri due Paesi e il ruolo dell’Italy-Japan Business Group in una prospettiva di lungo termine.

 

Nel ringraziare tutti per l’attenzione, vi auguro buon lavoro e mi auguro di potervi presto accogliere a Tokyo nella nostra bellissima Ambasciata d’Italia!