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Intervento dell’Ambasciatore d’Italia in Giappone, Gianluigi Benedetti in occasione dell’evento “Tradizione in Evoluzione – La cucina italiana tra salute, cultura e innovazione” (Tokyo, 21 novembre 2025)

Buonasera a tutti. Sono molto lieto di intervenire a conclusione di questa interessante iniziativa sulla cucina italiana organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo insieme all’Accademia Italiana della Cucina e tengo innanzitutto a ringraziare la Direttrice dell’Istituto, Silvana De Maio e la Delegata della sezione giapponese dell’Accademia, Emanuela Orighi.

Questo evento conclude idealmente il programma di iniziative e attività organizzate dall’Ambasciata e da tutti gli enti e le istituzioni del Sistema Italia in Giappone per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2025 che abbiamo aperto con uno straordinario evento in Residenza, realizzato in collaborazione con Veronafiere e ICE per lanciare il roadshow globale di Vinitaly e sostenere l’eccellenza della filiera enogastronomica italiana.

Quest’anno, la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, dedicata al tema della “Cucina italiana tra salute, cultura e innovazione”, ha avuto molti protagonisti in varie città del Giappone e come questa sera, tutti hanno raccontato la storia e le tradizioni del nostro Paese attraverso il filo conduttore della cucina italiana.

Per noi italiani la cucina – e i nostri amici giapponesi che la apprezzano e la amano lo sanno benissimo – è un elemento distintivo della nostra identità sociale, culturale ed economica e i nostri tre ospiti questa sera – che ringrazio per la loro disponibilità – Junko KIMURA della Hosei University, Raffaella DE VITA, Capo Chef di Gucci Osteria Tokyo, Yoshikawa HO del ristorante “Il mio luogo” di Tokyo, ce lo hanno spiegato benissimo.

La nostra cucina è un “patrimonio culturale diffuso”, che rappresenta un perfetto equilibrio tra uomo, ambiente e territorio, che promuove la biodiversità, i prodotti locali, il riutilizzo degli alimenti e sempre più un’alimentazione consapevole.

Dagli agricoltori, agli allevatori, ai pescatori, sino alle piccole e grandi imprese di trasformazione, la nostra cucina fa del nostro Paese quello con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea.

Siamo una Nazione che, proprio attraverso la forza della sua cucina, attribuisce grande importanza alla tutela l’ambiente e alla salvaguarda degli ecosistemi, aspetti che giocano un ruolo fondamentale anche per la promozione del settore turistico del nostro Paese in Italia e all’estero.

Nel turismo come nell’economia e nel mondo dell’enogastronomia, la chiave di volta di questo “saper fare” italiano – del Made in Italy – è l’alta qualità delle nostre produzioni e il nostro inconfondibile stile di vita, tanto amato anche in Giappone.

Questa sera si è parlato della cucina italiana come una storia di successo che dura ormai da oltre duemila anni. Ma si è anche discusso di come queste nostre tradizioni millenarie siano in continua evoluzione, alimentate dal fermento della modernità e dalle nuove tendenze sociali.

Tradizione e modernità sono due stelle polari che continueranno per i prossimi anni ad orientare la bussola del nostro patrimonio enogastronomico e a riscuotere l’apprezzamento dei consumatori in ogni parte del globo. Ma la cucina italiana ha oggi anche bisogno di trovare il giusto riconoscimento come Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e tutti auspichiamo che ciò possa avvenire a Parigi il prossimo 10 dicembre.

Si tratta di un passaggio fondamentale per tutti coloro che lavorano con passione ed entusiasmo nel settore agroalimentare, per i tanti chef, sommelier, imprenditori, agricoltori e addetti ai lavori che credono nella forza delle nostre produzioni esclusive e di altissima qualità e nella nostra straordinaria capacita di trasformarle in piatti gustosi e sani.

Il 2026, che segnerà il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e il Giappone, sarà un anno fondamentale per rafforzare le iniziative promozionali sul mercato giapponese e tra queste, in particolare, quelle per il settore agroalimentare.

Torneremo a popolare, con una nutrita presenza di aziende italiane, la fiera Foodex a Tokyo e nel Kansai, realizzeremo tante attività su prodotti freschi e lavorati, metteremo a confronto l’agritech e l’agrifood italiano e giapponese anche nella prospettiva dell’impiego delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. E in questa cornice, ve lo assicuro, stiamo facendo di tutto per riportare il prosciutto crudo italiano in Giappone e aprire questo mercato ai nostri kiwi.

In conclusione, la cucina italiana continuerà ad essere uno strumento potente della nostra azione diplomatica e promozionale, posta al servizio della diplomazia della crescita.

Grazie a tutti