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Italian Design Day 2022 – intervento dell’Ambasciatore Benedetti in occasione della conversazione sulla mostra “Welcome, feeling at work” (Tokyo, 25 marzo 2022)

Buonasera a tutti,

con grande piacere vi do il benvenuto alla conversazione dedicata alla mostra “Welcome, feeling at work”, appuntamento che chiude con la partecipazione straordinaria dell’Architetto Kengo Kuma, il programma organizzato con l’Agenzia ICE di Tokyo e l’Istituto italiano di Cultura in occasione della sesta edizione della Giornata del Design Italiano nel mondo.

Non avremmo mai immaginato di trovarci oggi nel contesto di una guerra brutale causata dall’ingiustificata invasione dell’Ucraina da parte russa che riporta l’Europa e il mondo a un passato che si credeva oramai superato. Ma pur in questo drammatico contesto, crediamo che celebrare il design ci offra l’opportunità di sottolineare il valore della cultura e della creatività come fondamentali vettori di progresso, civiltà e umanità in contrasto con la disumanità e barbarie dell’aggressione armata.

Desidero quindi manifestare all’Architetto Kengo Kuma la mia gratitudine per aver assicurato la sua partecipazione questa sera. La sua presenza ci rende felici e orgogliosi e dimostra, ancora una volta, la grande e solida amicizia tra Italia e Giappone. Grazie!

Saluto e ringrazio anche l’Architetto Yuki Ikeguchi in collegamento da Parigi e l’Architetto Shigeru Sakiyama, esperto di design urbano e moderatore del dibattito. Ringrazio, infine, la Dott.ssa Di Giovancarlo – Direttrice dell’Ufficio ICE di Tokyo – che ha coordinato e reso possibile la realizzazione di questa importante iniziativa e il Dott. Manai e tutto lo staff dell’Istituto Italiano di Cultura.

Il tema scelto quest’anno in occasione della Giornata del Design Italiano è quello dell’incontro tra design e sostenibilità, la possibilità di realizzare un design “verde” mediante il ricorso a nuove tecnologie, alla “ri-generazione” dei materiali e a nuovi processi produttivi.

Il progetto di riqualificazione urbana dell’ex-area Rizzoli di Milano curato dallo studio Kengo Kuma and Associates, al quale è dedicata la straordinaria mostra allestita al Piano Esposizioni, dimostra come la convivenza tra uomo e natura non sia solo auspicabile, ma sia oggi possibile e necessaria.

Il progetto “Welcome, feeling at work”, che ha dato vita ad un modello virtuoso e replicabile, propone uno stile di vita e un modo di lavorare completamente nuovi rispetto al passato.

L’architettura organica che Kengo Kuma propone con questo ed altri importanti progetti va addirittura oltre l’obiettivo della sostenibilità; mira a creare un’interazione armoniosa tra il luogo di lavoro e la natura che lo circonda, dando vita a uno spazio architettonico capace di coniugare benessere personale e rispetto per l’ambiente, anche grazie all’ausilio di sofisticati sistemi tecnologici e digitali.

“Welcome, feeling at work” è senza dubbio un progetto di eccezionale avanguardia, che nasce dalla solida collaborazione tra Italia e Giappone e ne è al tempo stesso la testimonianza. Il progetto che questa sera verrà presentato indica una direzione da seguire, regala a tutti noi e agli addetti ai lavori uno sguardo sull’architettura del prossimo futuro, un’architettura pienamente sostenibile e l’unica possibile.

La conferenza di oggi, alla luce delle tematiche affrontate e della gradita presenza di esponenti di fama mondiale dell’architettura e dell’urbanistica come Kengo Kuma, mi offre lo spunto per presentarvi la candidatura della città di Roma ad ospitare l’Esposizione Universale nel 2030, ufficialmente lanciata il 3 marzo scorso presso il Padiglione Italia all’EXPO di Dubai.

Il tema prescelto di EXPO 2030 Roma è “Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione”, declinato concettualmente intorno a cinque aree tematiche: 1) Evoluzione e rigenerazione; 2) Diversità e inclusione; 3) Sostenibilità e circolarità; 4) Digital first and ZED (Zero Emission Digital); 5) Decentralizzazione e connessione.

Il progetto si propone di presentare un modo nuovo di promuovere la convivenza urbana, superando la tradizionale separazione tra centro e periferia. Entro il 2050 le metropoli ospiteranno i due terzi dell’intera popolazione mondiale: la relazione tra territorio e persone è quindi una delle più grandi sfide del nostro tempo.

Con il tema “Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione” Roma vuole essere il centro di questo nuovo modello di città: inclusivo, interconnesso, sostenibile e condiviso. A Roma tutti i Paesi partecipanti potranno dare il proprio contributo per individuare il modello di convivenza urbana del futuro.

Il Governo italiano e l’intero Sistema Paese sostengono compatti e con decisione la candidatura di Roma, consapevoli dei punti di forza che la caratterizzano e sono certo che essi verranno apprezzati anche dal Giappone che nel 2025 ospiterà l’EXPO ad Osaka. Il nostro augurio è proprio che Roma possa raccogliere il testimone da Osaka, in una linea di continuità ideale e concettuale che costituirebbe un ulteriore elemento di rafforzamento delle eccellenti relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi.

Nella convinzione che le immagini siano più efficaci delle parole vi lascio alla proiezione di un bellissimo video di presentazione di EXPO 2030 Roma e poi, ovviamente, alla nostra conversazione di stasera sulla mostra “Welcome, feeling at work”.

Domo arigato gozaimasu.